venerdì 23 febbraio 2018

crema di porri e finocchi alla curcuma con semi di canapa


eddai che finalmente ce l'abbiamo fatta: nevica!!
non chissà che cosa, eh, solita spolveratina triste che non mi da nemmeno la soddisfazione di vedere le piante imbiancate... però guardare fuori, in compagnia dei gatti che seguono con lo sguardo i fiocchi chiedendosi probabilmente se è roba commestibile, e di una tisana allo zenzero e limone ha il suo bel perchè.
peccato che fra poco io debba uscire per raggiungere la piscina e la mia piccolina che fa il corso con la scuola, poi farmi una mezzoretta di sauna gentilmente offerta dall'impianto sportivo mente asciugo i capelli a millemila bambine che sbraitano sovraeccitate e poi tornare a casa per prepararmi a questo gelido fine settimana, durante il quale festeggeremo insieme i tot anni della zietta, che non si dicono per eleganza ma che sono tanti e ottimamente portati, recuperermo la lezione di danza acrobatica, impasteremo pizza per il solito sabato sera con amichetta aggiunta (per la quale chiederemo una variazione dello stato di famiglia!) e ci coccoleremo, sempre che ne resti il tempo.
ora vado a rinfrescare la mia lina, a far finta di fare un pò di ginnastica mentre qualche gatto mi camminerà in mezzo alle gambe e poi, quando è il momento di svaccarsi sul divano vedrà bene di mollarmi lì e andare a dormire vicino al calorifero.
io che volevo un gatto cozza.... zero su tre.
toccherà provvedere al quarto..... ahahahahahahahaha...
vi lascio una vellutata bollente che oggi è proprio la giornata giusta:


per 3 persone

500 ml brodo vegetale
2 finocchi grandi
3 cuori di porro
semi di canapa decorticati bio melandri gaudenzio
olio extra vergine di oliva
1 cucchiaino abbondante curcuma in polvere
a piacere crostini e/o parmigiano grattugiato

cuocere nel brodo finocchi e porri mondati e tagliati a pezzi per circa 20/25 minuti.
frullare il tutto aggiungendo la curcuma, versare e condire con semi di canapa e olio extra  vergine.
volendo renderlo più goloso, arricchire con crostini dorati e parmigiano o pecorino grattugiato.


con il bimby un gioco da ragazzi, sporcando solo un boccale.
mettere la verdura tagliata nel boccale con il brodo e cuore a 100° vel. 2 per 20/25 minuti.
frullare a vel 10 per 15 secondi e condire come sopra.


buon fine settimana a tutti,alla prossima!

giovedì 15 febbraio 2018

zucchine marinate all'olio al limone, con aglio, menta e piave dop stagionato


buongiorno!!
approfitto della pausa gattosa, un paio di settimane senza trovatelli nell'attesa che questo inverno mite sforni altre cucciolate da togliere dalla strada, per rimettermi ai fornelli.
presa da un momento di compulsione detox ho preparato qualcosa di assolutamente sano e leggero, per compensare le quintalate notturne di cioccolato e le frittelle alla crema pasticcera che ancora girano dal carnevale appena passato.
ho sperimentato il mio spiralizer e qualcosa mi fa pensare che devo ancora imparare ad usarlo: il risultato estetico infatti è lontano da sembrare uno spaghetto, ma il gusto.... si, una volta in più mi trovo a dire che si può mangiare goloso anche con una manciata di calorie.
se poi le calorie non le vogliamo contare, raddoppiamo le dosi e accompagniamo queste zucchine con una bella fetta di focaccia calda e il piatto unico è servito.


per 2 persone

2/3 zucchine bio
1 cucchiaio olio extra vergine di oliva al limone marina colonna
1 spicchio aglio rosso
menta fresca
sale e pepe bianco in grani qb
50 gr circa piave dop stagionato (o pecorino)


lvare e tagliare le zucchine tipo julienne.
lasciarle marinare per almeno un paio d'ore con un paio di cucchiai di olio al limone, uno spicchio di aglio tagliato in due e privato dell'anima, la menta spezzettata con le dita, un pochino di sale e una macinata di pepe.
mescolare ogni tanto.
togliere l'aglio, scolare e aggiungere il formaggio a dadini.



vi lascio anche la mia lettura di questi giorni.... aspettavo da tanto un nuovo romanzo di catherine dunne, autrice irlandese che amo molto, e finalmente mi sono imbattuta nel nuovo libro: nemmeno questa volta sono rimasta delusa dalla storia di queste due sorelle cipriote trapiantate a dublino, dalle loro dinamiche familiari ed amorose, dalle loro tradizioni e dal loro legame a tratti difficile, a tratti molto forte.


come sempre i personaggi della dunne, soprattutto quelli femminili, sono ben caratterizzati e molto intensi. dall'infanzia alla maturità seguiamo le due donne come fossero nostre amiche...
ci vediamo alla prossima, buon appetito e buona lettura!

mercoledì 31 gennaio 2018

risotto vegano alle carote e olio alla salvia


a volte ritornano....
ma non vi spaventate, è poco più di un caso, toccata e fuga poi mi inabisso di nuovo nei miei impegni.
è che ogni tanto si mangia anche qui, e non posso sputtanarmi così, nutrendo la mia famiglia con ravioli di giovanni rana in bianco e bistecche con spinaci bolliti per sempre... ogni tanto tocca anche far qualcosa di serio.
dai, in questi giorni che non ho la lettiera supplementare da spalettare e le coccole extra con cui intrattenere i miei randagini torno ai fornelli, con i miei esperimenti culinari, i miei abbinamenti vietati ai minori di 18 anni, per tenere alta la mia fama di pasticciona.
oggi vi presento il mio risotto vegan, senza nemmeno il burro: volevo provare in nuovo l'olio alla salvia e renderlo protagonista.
ce l'ho fatta, e ci è molto piaciuto, anche se io non ho resistito ad una spolverata finale di parmigiano reggiano, mandando in vacca in un attimo l'aspetto vegano del piatto.
che dire? la coerenza non è il mio forte!

per 3 persone

3 carote bio
1 cipolla rossa
250 gr riso acquerello
1/2 bicchiere vino bianco
brodo vegetale qb
4 cucchiaio olio extra vergine di oliva alla salvia marina colonna

mondare cipolla e carote e tagliarle a dadini.
soffriggere leggermente con l'olio alla salvia, aggiungere il riso, tostarlo e sfumare con il vino bianco.
allungare con il brodo mescolando sempre per il tempo indicato sulla confezione.

cocotte in ghisa e cocottina monoporzione in gres le creuset
guarnire con una foglia di salvia e, volendo rinunciare al lato vegan del piatto ma aggiungendo un pò di colosità. finire con un'abbondante grattugiata di parmigiano reggiano.


vi lascio anche la lettura di questi giorni, il romanzo di esordio di ilaria tuti: un thriller psicologico molto curato nella scrittura e nella definizione dei personaggi, insomma una bella scoperta di un'altra giovane scrittrice italiana che merita di essere letta.


adesso vado, mi cimento in un altro esperimento culinario poi rientro nella mia bolla.
ci rivediamo, prima o poi.....
ciaoooooooo!!!

mercoledì 29 novembre 2017

ceci con cipolle, speck e ricotta di capra


ecco, sono ferma.
oggi niente corse, niente multitasking, niente dea kali, e niente aspirapolvere.
e quest'ultima cosa è preoccupante per me, che ho il dyson come prolungamento naturale del braccio destro, ma dopo l'epicondilite è venuta a trovarmi.... tadaaaaaaaa..... la sciatalgia!!!!
quindi oggi divano e antinfiammatorio a profusione, poi appena mi rimetto in sesto prendo appuntamento con lo sfasciacarrozze per la rottamazione.
per ora mi accontento di muovermi per casa con la postura e la grazia di quasimodo, di rintanarmi sotto la copertina circondata da gatti fuseggianti. con un tè e un bel romanzo, e magari ci scappa anche una pennica pomeridiana.
mi sento un rottame, e probabilmente lo sono anche, ma la sciatica ha i suoi lati positivi......

per 2/3 persone

250 gr ceci decorticati biologici melandri gaudenzio
50 gr speck a listarelle
1 cipolla di tropea
50760 gr ricotta di capra
olio extra vergine di oliva bio

sciacquare bene i ceci e lasciarli in ammollo per una notte.
scolare e cuocere in acqua bollente per 45/50 min, fino a che si ammorbidiscono.
dorare la cipolla a rondelle con 3 cucchiai di olio in un padellino antiaderente per un paio di minut

aggiungere lo speck e e proseguire per altri due minuti.

padellino antiaderente in alluminio forgiato le creuset
impiattare e finire con piccoli pezzetti di ricotta di capra



vi saluto, infilo le maniche della copertina e accendo il kobo: charlotte link mi aspetta, e se vuoi un thriller raffinato, delle ambientazioni sempre affascinanti, senza splatter, con degli intrecci interessanti e con dei personaggi ben tratteggiati, con lei vai sul sicuro.


buona giornata dal gobbo di notre dame!
ciaooooooooooooooooooooooooo!

martedì 21 novembre 2017

insalata di cavolfiore, emmenthal, acciughe e capperi all'olio al limone


ma è un'altra volta natale?
ma se ce lo siamo tolto dalle palle due settimane fa, e siamo ancora qua con il calendario dell'avvento, cosa ti regalo, cosa le regalo, cosa mi regalo, le lucine colorate e la carta da pacchi??!?
eh ma che maroni....
va bè, fatto sta che siamo a fine novembre e la suonata è già ricominciata: c'è di buono che anche quest'anno (stavolta con netto anticipo) abbiamo prenotato al ristorante così posso stare in pace con il mondo anch'io e non sclerare sacramentando davanti ai fornelli, che il giorno di natale fa veramente brutto.
mi godrò con calma l'apertura dei pacchetti e il sorriso radioso di mia figlia, che da quest'anno ufficialmente non crede più a babbo natale (fino all'anno scorso è stata la gioco per farci contenti, ben sapendo che i biscotti se li mangiava la mamma prima di svegliarla al mattino).
mi godrò la calma di una giornata di festa.
mi godrò un menù da colesterolo a mille, che non riuscirò a smaltire nemmeno per la prova costume.
mi godrò un pranzo al tavolo, come una persona normale, senza alzarmi e schizzare fra salotto e cucina come una pallina sulle sponde del flipper.
mi godrò ogni boccone senza l'ansia da prestazione: sarà venuto bene? sarà buono come l'altra volta? il nonno si accorgerà che ci ho messo l'aglio? sarà abbastanza per tutti? se è troppo cotto e poi diventa di legno?
mi godrò ogni portata senza gatti ladri da scacciare dalla tavola, quando non dal piatto.
insomma, sarà festa anche per me.
tutto sommato, anche per me che detesto il natale, c'è ben di peggio.

per 2/3 persone

1/2 cavolfiore grande
120 gr emmenthal
5 acciughe sott'olio
2 manciate capperi sotto sale
pepe di sichuan qb
olio extra vergine di oliva al limone granverde qb


lavare il cavolfiore e cuocere a vapore fino a che si ammorbidisce.
separare i ciuffetti e condirli con il formaggio a dadini, i capperi e le aggiughe tagliate.
finire con l'olio al limone e il pepe di sichuan sbriciolato



può essere gustato sia caldo che freddo e gli avanzi, se passati in forno con una generosa spolverata di parmigiano reggiano. sono deliziosi.
un pò più arricchito di condimenti può essere anche una sorta di timballo preparato in anticipo e riscaldato al bisogno, con l'emmenthal filante.

vi lascio la lettura di queste sere

un giallo che vede protagonista una zitella di mezza età che affitta una villa nel new england per trascorrere un periodo di vacanza in compagnia della domestica e dei suoi giovani nipoti.
dopo alcuni segnali inquietanti, n cadavere ai piedi della scala a chiocciola sarà l'inizio di investigazioni, interrogatori e sospetti.
ma non sarà il solo.....


martedì 7 novembre 2017

vellutata di cavolo viola al gorgonzola


adesso voi direte: questa qui si è rimbambita con i gatti, non cucina più, non recensisce più libri, trascura il blog e i suoi hobby, talvolta non lava nemmeno i vetri di casa perchè si è rintronata con i suoi nasini bagnati.
ebbene si, avete pienamente ragione, è verissimo!
non sembra ma il tempo e le energie che portan via questi esserini è notevole.
e non parlo solo dei miei, che tutto sommato sono grandicelli e la fase di gioco compulsivo arriva solo a sprazzi, le occole sono purtroppo un lontano ricordo (io che desideravo tanto un gatto cozza, nemmeno uno su tre!) mentre invece la fase peli e sabbia dappertutto non mi da tregua e mi vede impugnare perennemente l'aspirapolvere fino a farmi venire l'epicondilite cronica.
quindi non tanto loro ma i piccolini che ospito per farli crescere con l'idea di una famiglia, nella speranza che ne trovino una vera senza passare dal via!, che sarebbe l'attesa in una gabbia del gattile, con volontarie amorevoli che però per evidenti motivi non possono dar loro il calore di una casa.
ognuno di questi trovatelli ha un carattere ben definito, e guardarli e studiarli è per me una passione vera.
così scopri che una è malmostosa e si fa pregare per uno struscio, che però se la prendi dal lato giusto riesce a darti un affetto puro come pochi umani sono in grado di donare.
una invece fa fatica ad imparare a mangiare da sola, vivrebbe a latte per la pigrizia di masticare e dopo la pappa te la ritrovi somigliante ad un orsetto lavatore, l'unica parte non impiastricciata sono gli occhi e lei gongolante si presta a lavaggio ed asciugatura in un tripudio di fusa.
poi c'è quello che trema dalla fifa, che lo tieni in braccio e ti sembra un'elettrostimolatore in funzione: e allora gli devi parlare sottovoce e accarezzarlo come fosse un cristallo di boemia, perchè altrimenti la paura si impenna e capace che ti fa la pipì addosso.
poi ci sono i fratellini che hanno paura della loro ombra, li porti a casa e dopo una giornata ti chiedi se per caso non siano gemelli siamesi perchè li trovi ancora immobili appiccicati uno all'altra, rannicchiati in fondo ad una scatola di cartone.
eccoli qui, questi sono i miei ospiti attuali, cip e ciop, che io ho soprannominato mimì e cocò perchè viaggiano sempre in coppia, fanno la caccasanta sincronizzata e si amano alla follia.
si, tranne quando mangiano, che se una osa avvicinarsi alla ciotolina dell'altro a questo entra il diavolo in corpo e se non li allontano ci scappa il morto.
sono arrivati spaventatissini, un giorno intero prima di mettere fuori il muso dalla cuccia, guai avvicinare le dita, soffi, occhioni sbarrati e unghie sempre in resta.
con loro ho capito che ci voleva tempo e delicatezza, bisognava farsi conoscere, la voce, l'odore, non insistere con  coccole o nel volervi prendere in braccio.
magari una carezzina ogni tanto con il polpastrello, poi qualcuna in più con ricompensa in cibo, niente giochi, zero rumori, una scaldina rassicurante nella cuccia e tanta pazienza.
risultato: ieri in braccio entrambi, soffici cuccioli di due mesi, a fare le fusa in stereo.
è scoccata la scintilla, e io mi sono nuovamente giocata la poca dignità che mi era rimasta: una cretina, praticamente.
ma quanto siete belli, amori della tata????



per 3/4 persone

1/2 cavolo viola
2 patate
1 porro grande
350 ml circa brodo vegetale
50 ml latte
gorgonzola qb
olio extra vergine di oliva (facoltativo)

un piatto semplicissimo, salutare e molto particolare grazie all'aggiunta (senza esagerare) di cubetti di gorgonzola.
mondare tutta la verdura, lavarla e tagliarla a listarelle o pezzettini.
farla cuocere per circa 20/25 minuti nel brodo.
frullare tutto fino ad ottenere una crema omogenea.
aggiungere il latte e frullare ancora qualche secondo.
servire con i cubetti di zola, che si scioglieranno dando vita ad un colore curiosamente azzurro.
finire con un filo di olio extravergine e volendo, dei crostini croccanti per variare la consistenza.


se avete il bimby è ancora più semplice, si sporca solo il boccale e le posate per preparare le verdure.
mettere nel boccale le verdure pulite e tagliate a pezzetti e cuocere a vel.1 per 15 minuti a 80/85°.
frullare a velocità 6 per 30 secondi e proseguire per altri 10 minuti sempre a 80/85° vel. 3.
versare il latte e frullare a vel.10 per circa 30 secondi.
condire come sopra e servire.

cocottine in gres serie glamour e mini macina sale cotton le creuset
a presto, forse!
ciaooooooooooooo

martedì 31 ottobre 2017

risotto alla curcuma con ricotta di capra


è da tanto che non ho più tempo di fermarmi a riflettere, ad assaporare i momenti, le giornate sono un rincorrersi di cose da fare e si arriva alla sera che invece che godersi qualche pagine di un buon libro ci si spalma sotto il piumino e si crolla sull'ereader sbavando sul cuscino.
no, così non va, devo ritrovare i tempi giusti, tagliare i rami secchi, ricominciare a guardare la vita cercando di dedicare un pò di tempo alle mie passioni.
questo sarà il proposito per l'anno prossimo, insieme a riprendere il pilates e le camminate, ad adottare un'alimentazione più equilibrata, a trovare momenti rilassanti da dedicare al corpo prima che vada in decomposizione, a ricominciare ad impastare, ad iniziare a fare la pasta fatta in casa, a ritagliare qualche ora per le persone che amo.....
bla bla bla bla......
invece sarà come sempre, le giornate voleranno fra impegni della mia nanetta che fra poco sarà alta come me e porterà il mio stesso numero di scarpe, a seguire la sua crescita e la scuola, a cucinare con il cucchiaio di legno in una mano e lo straccio della polvere nell'altra, a spalettare lettiere e aspirare peli e sabbietta, ad asciugarmi i capelli rispondendo nel gruppo whatsapp della scuola o della danza acrobatica (mi sembra superfluo specificare chi in casa segua il corso di danza acrobatica), a far la spesa con l'auricolare spiegando al fabbro qual'è il problema della basculante del box, mangiando alzandomi millemila volte dalla tavola per prendere la roba e scacciare i gatti, ed arrivando alla sera con la speranza, appunto, di godermi qualche pagina.
e finirò con lo sbavare sul cuscino, ritrovandomi la mattina dopo a non ricordare nemmeno il titolo del romanzo che tentavo di leggere...

per 3 persone
250 gr riso acquerello
1 cipolla piccola
3 cucchiai olio extra vergine di oliva
1 noce burro
1/2 bicchiere vino bianco secco
200 ml brodo vegetale
latte
1 cucchiaino colmo curcuma in polvere
60/90 gr ricotta di capra

il procedimento è quello del risotto alla milanese, basta sostituire lo zafferano con la curcuma,
mondare la cipolla e tagliarla a rondelle.
farla appassire nell'olio e burro, poi tostare il riso per un paio di minuti mescolando sempre.
sfumare con il vino.
una volta evaporato tutto l'alcol iniziare ad allungare con il brodo caldo al bisogno, e a metà cottura allungare con il latte.
a due minuti da fine cottura aggiungere la curcuma e mescolare.
servire con gocce di ricotta di capra a piacere.

risottiera rotonda in ghisa le creuset




volo, che c'hoddafà!
alla prosssima, ciaooooooo!!!!!!!!!!